Decluttering per vendere casa

Donna che sceglie abiti per decluttering

Perché usare il Decluttering per vendere casa.

Riordinare casa prima di venderla sembra scontato, ma fare decluttering per vendere una casa può obbligarci e riconsiderare l’importanza e la vera utilità di tanti oggetti che abbiamo accumulato fino al momento in cui dobbiamo mostrare la nostra casa ad un potenziale compratore.

E come valorizzare una casa da vendere semplicemente mettendo un po’ di ordine qui e là senza una strategia precisa che faccia ottenere i risultati che ci aspettiamo?

Cosa accade se decidiamo di lasciare la casa o l’appartamento come sono e tentiamo di venderli nello stato in cui si trovano, senza prendere in considerazione interventi di Decluttering e di Home Staging per vendere casa più velocemente se siamo fortunati?

Decluttering e Home Staging per vendere casa: servono veramente?

Infografica Home Staging - Mazzini Casa Ravenna

Non utilizzare Decluttering e Home Staging per vendere un immobile è un’occasione persa di maggior guadagno e taglio dei tempi di vendita. Non lo affermano solo gli agenti immobiliari.

L’Associazione Professionisti Home Staging Italia e l’Associazione Home Staging Lovers, riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico, hanno realizzato un sondaggio, visibile sul sito ufficiale dell’associazione, sui risultati ottenuti dagli Home Stager professionisti nel 2018.

I dati indicano che, grazie all’Home Staging, i tempi medi di vendita sono di 49,9 giorni, rispetto ai 7,2 mesi della media italiana (fonte: Banca d’Italia, IV trimestre 2018).

Inoltre, gli immobili valorizzati attraverso un progetto di Home Staging raggiungono una percentuale di vendita del 91,6%, con una trattativa di sconto medio del 5,6%.

Come Claudia Burnacci ha già scritto, non si tratta, quindi, di una moda passeggera ma di tecniche di marketing immobiliare che influiscono positivamente sulla vendita di case ed appartamenti, sui tempi di vendita e perfino sul valore dell’immobile e, come dimostrato dai dati, anche sullo sconto medio richiesto in fase di trattativa.

Anche Forbes.com lo consiglia!

Secondo la Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari Americani, per ogni $ 100 investiti nell’Home Staging, il potenziale ritorno è di $ 400.

Con il decluttering la casa si vende prima?

Nessun agente immobiliare può affermarlo con certezza o presentando statistiche e dati che lo provano. Tuttavia io sono certa di una cosa: la prima impressione del compratore è l’unica impressione che conta e con il decluttering la casa si presenta nelle condizioni migliori per fare un’ottima prima impressione.

A questo proposito leggi i 20 consigli di Home Staging per vendere velocemente la tua casa nell’articolo di Claudia Burnacci su questo blog.

Decluttering per chi lavora in casa

Lavorare da casa può essere meno stressante, più facile e possiamo essere più produttivi. Per chi continuerà a lavorare in casa, fare decluttering diventa quasi un imperativo.

Mettere ordine, trovare facilmente ogni cosa, lavorare in uno spazio che ci aiuta a mantenere calma e serenità sono fattori essenziali soprattutto per chi potrebbe dover continuare in Smart Working anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria che ha influenzato la vita di tutto il pianeta.

Può sembrare futile e banale ma vivere l’ambiente domestico non come una trappola ma come un luogo che ci aiuta nelle nostre attività professionali può migliorare il rapporto che abbiamo con i compiti che dobbiamo svolgere a casa, qualsiasi sia la nostra occupazione.

Questo è un aspetto positivo del riordinare casa che vale soprattutto per famiglie composte da tre o più persone. Difficile mettere d’accordo tutta la famiglia quando ci sono figli e la casa è grande ma non impossibile da riordinare e tutti possono beneficiare di un decluttering domestico quando sia mamma che papà devono condividere la casa per lavoro.

Gli italiani amano il decluttering, soprattutto giovani e donne.

Lo stile minimal trova concordi molti italiani, con qualche trasgressione.  I dati dell’indagine commissionata da eBay e condotta da Squadrati, società di ricerche di mercato e analisi semiotiche, traccia il quadro degli italiani e del loro rapporto con l’ordine in casa. In teoria gli italiani hanno una buona relazione con il decluttering, anche nel suo significato più ampio di processo che aiuta a raggiungere un maggiore benessere personale. Però di alcune cose materiali che ci legano a precisi ricordi proprio non possiamo farne a meno.

Infografica su decluttering e rapporto italiani con ordine in casa

Decluttering: significato e a cosa serve.

Fare decluttering significa sbarazzarsi di cose di cui non hai bisogno o che non desideri in casa tua o in un altro luogo: insomma letteralmente vuol dire mettere in ordine.

Il termine decluttering è diventato famoso dopo che Marie Kondo, una consulente in organizzazione, autrice e conduttrice televisiva giapponese, ha scritto quattro libri sull’organizzazione che hanno venduto collettivamente milioni di copie in tutto il mondo. Da quel momento su Internet si trovano spiegazioni di decluttering che vanno anche oltre il significato letterale.

Il metodo di organizzazione di Kondo è noto come metodo KonMari e consiste nel raccogliere tutte le proprie cose, una categoria alla volta, e poi conservare solo quelle cose che “suscitano gioia” e scegliere un posto per tutto da quel momento in poi.

Tuttavia io preferisco restare con i piedi per terra e consigliare il decluttering soprattutto a chi deve vendere una casa, un appartamento o traslocare, tralasciando i vantaggi che questa tecnica può avere sullo stile di vita delle persone ed il loro equilibrio emotivo.

Come ogni cosa di questo mondo anche il decluttering ha benefici e svantaggi.

Pro e contro del decluttering.

Per concludere con una nota positiva comincio dai “contro”.

1. Il concetto base del metodo KonMari è conservare solo le cose che “suscitano gioia”.

In apparenza sembra una grande idea, ma non è così semplice da mettere in pratica. Chi mi conosce sa che guardo spesso al lato utilitaristico delle cose. Penso che se mi piace qualcosa abbastanza da tenerlo e sapere che lo userò, allora sono soddisfatta, ma da qui a provare un senso di gioia per lo spazzolino da denti ce ne corre. Però questo non significa che dovrai lasciare i tuoi oggetti personali in giro per casa dal momento che l’hai messa in vendita. Riordinare il tuo appartamento o la tua casa significa, principalmente, eliminare dalla vista tutti gli oggetti che di uso quotidiano. La casa deve essere il più possibile “neutra”, arredamenti ed accessori devono “parlare” ad ogni tipo di potenziale compratore. Non a coppie giovani. Non a persone adulte. Neppure a persone anziane. La prima impressione che deve suscitare un ambiente arredato è “questa casa ci piace proprio, sembra pronta per essere abitata”.

2. Non puoi riutilizzare i tuoi vestiti

Un’altra regola del metodo KonMari è che se hai vestiti in cui non ti senti a tuo agio quando esci di casa, dovresti sbarazzartene invece di usarli come “abbigliamento da casa”. Una regola difficile da applicare per molte donne che lavorano, sia dentro che fuori casa. Io mi trovo a mio agio con una “vecchia tuta” che porto sempre quando voglio rilassarmi, stare comoda o fare lavori domestici. Ovviamente non la indosserei mai per uscire ma prima di liberarmene passerà ancora del tempo perché ci sono ricordi difficili da cestinare. Uno dei capisaldi dell’Home Staging e del Decluttering è lasciare l’essenziale negli armadi. Non ci sono regole d’oro per farlo: per le coppie senza figli è più facile sistemare il 50% degli abiti in scatoloni giusto il tempo per vendere casa. Per le famiglie numerose serve una buona dose di pazienza, razionalità e buona volontà di tutti per partecipare a questa avventura che si chiama “vendere la casa quando è occupata” di cui abbiamo già scritto nel post Vendere una casa occupata o vuota?

3. Il decluttering suggerito da Marie Kondo potrebbe non essere praticabile da famiglie numerose o per case grandi.

Il metodo KonMari potrebbe non essere realistico per ampi spazi o famiglie con più di tre individui. Infatti la prospettiva di Marie Kondo è quella di una donna single di circa 30 anni che vive in un piccolo appartamento in Giappone. Il suo metodo potrebbe funzionare per le persone che vivono in piccoli spazi. Non è realistico per una famiglia con tre bambini e due cani di grossa taglia in una grande casa di quattro camere da letto e fuori città. Tuttavia potresti provarlo in un fine settimana se sei disposta ad assumere un aiuto ed hai già stabilito i giorni del trascloco. In questi casi meglio seguire qualche consiglio del metodo KonMari per fasi successive.

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I pro del decluttering per mettere in vendita una casa o un appartamento

1. Il decluttering in un colpo solo consente una trasformazione immediata.

Con il metodo KonMari, elimini il disordine ed organizzi il tuo spazio tutto in una volta. La convinzione della Kondo è che se riordini un po’ per volta, non vedi risultati drastici e potresti tornare alle vecchie abitudini. Con questo approccio il decluttering potrebbe essere fatto in un fine settimana e sarebbe idealmente adatto a qualcuno che vive in un piccolo appartamento o condominio. È il metodo ideale per organizzare la casa in vista di una vendita perché se non è troppo grande, potresti vedere il risultato finale in un colpo solo e dare all’ambiente quell’impronta che può suscitare l’interesse di ogni tipo di compratore.

2. Ordinare per categoria invece che per stanza per risparmiare tempo.

Molte guide sul decluttering domestico suggeriscono di utilizzare l’approccio stanza per stanza, mentre il metodo KonMari consiglia l’ordinamento per categorie. Invece di pulire prima la cucina, poi il bagno e così via, devi scegliere una sola categoria, come “libri” o “vestiti”, raccoglierli da tutte le stanze della casa, metterli in una “sala d’attesa” e poi decidere cosa tenere o eliminare. Vendere un appartamento o una casa abitata ha vantaggi e svantaggi ed i fattori in gioco sono tanti. Per spazi ridotti e piccoli nuclei familiari cominciare con il riordino per categorie può essere un ottimo inizio per non trovarsi annegati in un mare di oggetti e contenitori senza alcuna relazione.

3. Come liberarsi di oggetti carichi di ricordi?

Il modo migliore per sbarazzarsi di oggetti di ogni genere e dimensione è farlo con gentilezza e gratitudine per essere stati utili ed averci reso la vita più semplice. Diversi libri sul decluttering consigliano di eliminare le cose senza pensarci troppo. Kondo, invece, presenta un modo che riconosce l’utilità delle tue cose con un senso di apprezzamento per ciò che hanno fatto per te, come quelle pantofole scolorite che ti tengono i piedi caldi in inverno. Questo atteggiamento aiuterà a fare un’esperienza di decluttering più consapevole e, soprattutto, a lasciare andare le cose che sono diventate inutili o inutilizzabili senza rimorsi e con la certezza che in molte situazioni “meno è meglio”.

Come fare decluttering usando le categorie.

Sei hai letto fino a questo punto meriti un consiglio pratico per iniziare a fare decluttering, soprattutto se stai pensando di vendere la tua casa o il tuo appartamento.

Memorizza il nome dalla più famosa casa automobilistica italiana, la FIAT: è l’acronimo che ti ricorderà come avere una casa ordinata.

F – Fissa un orario. Pianifica un orario adatto a tutte le persone coinvolte nel decluttering. Il riordino è un affare di famiglia, quindi coinvolgi tutti programmando la partenza in un momento adatto a tutti e rendi la presenza obbligatoria! Un sabato o una domenica o qualche ora al giorno sono perfetti.

I – Tutto ciò che non viene utilizzato in 12 mesi è diventato inutile. Se non hai usato un oggetto nell’ultimo anno, è improbabile che tu ne abbia davvero bisogno. Fatti queste domande quando ti capita in mano qualcosa che non sai dove mettere:

  • Lo uso?
  • Quanto tempo è passato da quando l’ho usato?
  • Lo userò di nuovo?
  • Vale la pena tenerlo nonostante lo spazio che occupa?

L’obiettivo del decluttering è spostare le cose fuori dalla porta di casa, non spostarle in un’altra stanza. Non inventare scuse per conservare cose che rubano spazio.

A – Roba di altri. La tua casa non dovrebbe contenere nulla che non sia tuo. Se è qualcosa che hai preso in prestito, restituiscilo. È finita una relazione? È il momento di lasciare andare i beni dell’ex compagno o compagna. I tuoi figli hanno creato la loro famiglia?  È ora che prendano le loro cose e non usino il tuo garage come ripostiglio.

T – Tenere alle cose vuole dire essere attaccati ai ricordi che spesso sopravvivono grazie a cose materiali. Il cestino è tuo amico non un contenitore di ricordi che ti ostini a non buttare ma che hanno trasformato la tua casa in una bancarella dell’usato. Pensa alla fatica che ti costa spolverare o tenere in ordine tutti i soprammobili, gli accessori, gli oggetti sparsi per casa. L’obiettivo del riordino è mantenere solo le cose che danno un senso al tuo spazio, che danno alla tua casa o al tuo appartamento un carattere unico. Per ammassare oggetti e cose esistono sempre i magazzini in affitto!

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